Ogni qualvolta mi reco nel Sannio avverto netta l'impressione di dover come cambiare moneta, di prendere un altro atteggiamento, di prepararmi, insomma, ad entrare in un'altra dimensione... 
Domenico Rea
Morcone è una delle località più belle del Sannio.
Ma e anche un'esperienza unica in cui antico e magico si concentrano in una nuova civiltà gloriosa ed effervescente nello stesso tempo, da scoprire con calma, poco alla volta. Per questo Morcone non è certamente un luogo "comune".
La città si affaccia sulla valle del Tammaro, lungo il confine tra la Campania ed il Molise, arroccata e disposta a ventaglio sul pendio del monte Mucre.
È preferibile percorrere a piedi la città soffermandosi sui tanti angoli nascosti e sulle caratteristiche costruzioni come la Piazzetta del Pozzo con la sua fontana del 1826 in pietra lavorata. Dai tre rosoni in bassorilievo sgorga limpida acqua che viene raccolta dalla vasca sottostante.
Un eccellente esempio di integrazione tra antico e moderno è rappresentato dalla Ex Chiesa di S. Bernardino, Santo Patrono di Morcone. Sorta tra il 1515 e il 1608, fu poi distrutta nel 1917 da un incendio che risparmiò solo pochi elementi architettonici oggi restaurati ed inseriti nell'edificio costruito sulla superficie dell'antica chiesa ed adibito ad auditorium. La facciata è ripartita geometricamente da piastrelle di manifattura cerretese che le conferiscono ariosità ed eleganza. Davanti si apre la Piazza con il Campanile quadrangolare, che offre un altro scorcio sulla meravigliosa vallata.
Il tratto di Corso Italia che da S. Bernardino conduce all'Edificio Comunale fino a Piazza della Libertà, è noto come Via dei Caffè dove si aprono le tipiche botteghe artigiane. Vi si lavora il ferro battuto e la ceramica, si realizzano cesti e ricami, si restaurano bambole antiche, continuando, con enorme pazienza e sensibilità, tradizioni secolari che altrove, invece, vanno scomparendo. Tra le iniziative più meritorie intraprese dall'Amministrazione locale vi è certamente la ricostruzione dell'antico Palazzo Comunale dopo i seri danni subiti per effetto del sisma del 1980. Un lavoro, questo, che da autorevoli esperti è stato considerato "esemplare sotto il duplice profilo della sensibilità storico-ambientale e del coraggio innovativo".
All'ingresso di Piazza della Libertà si incontra la Chiesa di S. Onofrio, sorprendente per la sua semplicità, gli intarsi di legno, il grande quadro della Madonna del Carmine posto sull'altare e la statua di S. Onofrio.
Più su non lontano la chiesa della SS. Annunziata (dei Monaci per i morconesi) cotruita probabilmente nel 1300 e seconda per dimensioni solo alla ex chiesa di S. Bernardino è stata sede dei Padri Domenicani prima e dei Liquorini poi che la lasciarono negli anni 70. Divenuta per un periodo casa comunale è stata riportata all'antico splendore e destinata di nuovo al culto nel 2005.
Sempre nel cuore del centro storico si trova Casa Sannia, dimora dell'omonima famiglia fino agli anni 50. Divenuta sede del Museo-Biblioteca intitolato ad Enrico Sannia, un autorevole scrittore morconese (1881/1956), essa conserva ancora i nuclei originali come la cucina, risalente al XVI/XVII secolo, il giardino con il teatrino all'aperto, l'ingresso con portale bugnato - sormontato dallo stemma dei Sannia -che si affaccia sulla deliziosa piazzetta.
Poco distante si trova Porta S. Marco, l'unico ingresso superstite dell'antica cinta muraria, dove il 3 Gennaio, dopo aver attraversato l'intero borgo, si conclude il percorso del Presepe vivente nella scena della Natività.
Un altro splendido edificio è il Convento dei Cappuccini.
Obbligatoria è poi una visita al Santuario settecentesco di S. Maria de Stampatis con il suo alto Campanile da cui si gode il panorama della valle.
Non può mancare, inoltre, una passeggiata agli imponenti ruderi del Castello eretto nel primo Medioevo sulle preesistenti mura osco-sannite. Esso fu dimora dei gastaldi in età longobarda, poi dei nobili feudatari fino ad epoca borbonica.
Nei pressi la Chiesa di S. Salvatore e, immersa nel verde, sorge la Chiesetta di S. Rocco famosa per la novena e per la popolare sagra della fresa del 16 agosto.